Cometistressa Milano: guida anti sclero per Giargiana appena sbarcati in città - Il Milanese Imbruttito

Cometistressa Milano: guida anti sclero per Giargiana appena sbarcati in città

Siete appena arrivati a Milano e già lo sclero vi assale? Ci siete già da un po’ e volete scappare al paesello? Non vi preoccupate, con questo articolo abbiamo pensato anche a voi. Prima di tutto sappiate che, per chi arriva a Milano, la metamorfosi Imbruttita è un processo inarrestabile. In breve tempo, per osmosi dal tessuto metropolitano meneghino, inizierete a ragionare come degli Imbruttiti (abbiamo descritto il processo step by step qui). Inutile remare contro. Lasciatevi trasportare dalla milanesità e le opportunità si paleseranno di fronte a voi. Ecco alcune pillole di filosofia urbana spicciola che vi potranno sempre essere utili per fronteggiare questo meraviglioso sclero di città, senza scappare con le pive nel sacco dopo pochi mesi. Perché, ricordatevi sempre, Milano è di chi la ama!

7_La solitudine dei numeri primi

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Appena sbarcati sul pianeta Milano non occorre prendersela se vi trattano come numeri prima che come individui. Se siete abituati a essere i più’ fighi/e del paesello e a trovare tutte le porte aperte, non è il caso di far troppo i ganassaFly down. Qui siete tra i tanti, accomodatevi, accettate la concorrenza e non tarderà ad arrivare il vostro turno. Non c’è niente di particolarmente crudele o freddo in questo modo di ragionare. Solo che una metropoli moderna funziona così. Sapevatelo in partenza!

6_Crearsi un network

Crearsi una rete di contatti è un must per affrontare la vita meneghina senza soffrire di saudade, come i calciatori brasiliani con il carnevale di Rio. Ovviamente gli amici veri si contano sulle dita di una mano, ma le pubbliche relazioni sono fondamentali. Che siano coinquilini, compagni di uni o colleghi, all’inizio siate di bocca buona. Tutto fa brodo per capire come gira la faccenda. Non cercate però una guida alla quale attaccarvi come una cozza. Cicerone viveva a Roma e non a Milano. Love All, ma SSDDG (Sta Su De Doss Giargiana).

5_Calcolare le distanze

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Qui la gente non ha tempo da perdere per aspettare voi. Dovete essere già lì, sempre e comunque. Cercate di fare bene planning, perché anche il tavolo prenotato per un aperitivo potrebbe finire in altre mani a causa del vostro ritardo. Solo quando sarete perfettamente integrati nell’ecosistema meneghino potrete adottare sgami come la chiamata tattica cinque minuti prima (dando la colpa al delirio dell’office) o iniziare a praticare la suprema arte del «magari passo» (seh, nel 2025). Appena arrivati state invece schisci, puntuali come se foste a Zurigo. Mai concedere alibi agli Imbruttiti per facili ironie sul «Giargiana sempre in ritardo!».

4_Tradizione, ma soprattutto innovazione

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Le radici sono importantissime, ma il cordone ombelicale va reciso. Non è il caso di far arrivare pacchi alimentari da ogni dove, neanche ci trovassimo nel deserto. I supermercati esistono anche a Milano e sono ben forniti. Magari i prodotti tipici della montagna o del sud vanno bene ogni tanto per organizzare una cenetta e stupire gli amici, ma senza Giargianate siderali. Nessuno pretende uno svezzamento a cassoeula e oss buss (piatti tipici milanesi per chi non lo sapesse), ma è ora di crescere. È per il vostro bene.

3_La zona di comfort

Crearsi un microcosmo tutto personale è il miglior anticorpo alla frenesia metropolitana. Che siano le chiacchere con il portinaio, il kebabbaro all’angolo, il baretto sotto casa o la corsetta al parco, l’importante è avere qualche punto di riferimento. Rifugio per i momenti bui e luogo di relax totale. Non rinunciate alla decompressione. Son queste piccole cose che quando si è lontani fanno esclamare «voglio tornare!» a Milano. SEI TROPPO BELLA PER DIRTI ADDIO!

2_Prima il fatturare e poi il piacere

Se non l’avete ancora percepito, qualsiasi cosa siate venuti a fare a Milano, il vostro motto deve essere work(study) hard, play harder. Qui bisogna essere sempre sul pezzo e correre.  Vi verrà sempre chiesto prima «cosa fai?» rispetto a «da dove vieni?». Questo però non significa rinunciare alle cose belle della vita. La città offre eventi e svaghi per tutti i gusti e per tutte le tasche. D’altronde se una cosa non c’è a Milano, dove c***o pensate di trovarla?

1_Mai sputare nel piatto dove si mangia

Mai dire «voglio dare un’altra opportunità a Milano prima di andarmene». Mi è capitato di ascoltare questa frase per caso una sera sui Navigli e mi è rimasta impressa. Non sono stato in grado di localizzare l’accento della ragazza che la stava pronunciando, ma sicuramente non era originaria di luoghi vicini alla cerchia dei bastioni. Come abbiamo detto poco fa però, non ci importa affatto il luogo di origine. La sostanza è che il ragionamento sottostante è profondamente sbagliato. Milano ti dà le opportunità e non il contrario, vola basso! La propria individualità si può esprimere al Top solo se sintonizzata con la frequenza della città. Viceversa il biglietto, stavolta di sola andata, per Giargialand è già pronto e oltre ai pacchi da spedire rimarranno anche un bel po’ di rimpianti e delusioni.

Sü vegnì sensa paüra: num ve slungaremm la man; tüt el mond l’è ‘n gran paes, e semm d’accord, ma Milan, l’è un gran Milan! In pratica Milano accoglie tutti quelli che si inchinano alla sua grandezza. Understand?

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Guido Dandrea
Guido Dandrea

Piemontese di origine e catapultato a Milano da vari anni. Incuriosito da un sacco di cose, ma preso male per le deadlines. Imbruttito per osmosi. Scrivo per hobby.

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