Dal gruppo WhatsApp si salvi chi può! Le 9 cose più fastidiose che possono capitare in chat - Il Milanese Imbruttito

Dal gruppo WhatsApp si salvi chi può! Le 9 cose più fastidiose che possono capitare in chat

«Sei stato aggiunto al gruppo….» può essere l’inizio della fine. Subito si prova quel leggero piacere perché qualcuno ci ha pensati, si fa presto a comprendere che si tratta dell’ennesimo pacco. Già l’oggetto dice molto sul tema: qualche compleanno, addio al celibato/nubilato, un aperitivo o semplicemente  un altro  spazio (virtuale) per sparare c****e tra amici. Dopo pochi istanti si fa vivo l’Admin – reduce da un’opera di proselitismo su mezza rubrica dei contatti – per illustrare al mondo i motivi di necessità e urgenza che lo hanno costretto a creare l’ennesimo gruppo.

Otto volte su dieci l’istinto Imbruttito ci porterebbe all’abbandono immediato, ma imponderabili doti diplomatiche, mischiate ad una buona dose di curiosità morbosa, ci fanno restare almeno un po’. Giusto per vedere come butta. ‘Sta cosa frega sempre, perché da lì inizia lo sclero. Ecco una piccola guida basata sul vissuto quotidiano delle cose più fastidiose che riempiono di gioia e gaudio i nostri smartphone, con un possibile messaggio di risposta per abbandonare il gruppo. Sia chiaro però che non vogliamo responsabilità: nel caso di utilizzo delle exit strategy nella vita reale, sappiate che lo state facendo a vostro rischio e pericolo.

9_Messaggi a tutte le ore


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Su WhatsApp ognuno si sente in diritto di rompere i c******i a tutte le ore. L’operatività Acca 24 provoca vibrazioni durante la notte su ennemila comodini. Tutta questa necessità di comunicare in realtà non ha un c***o di fondamento  e crea solo stress, crisi di coppia e sclerosonnolenza.

«Ho levato WhatsApp e il Wi-fi. Per urgenze chiamatemi» (mai nessuno lo farà)

8_Gente che manda messaggi vocali a nastro

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WhatsApp è riuscito a trasformare il verba volant in vocal message manent. Non si capisce se è analfabetismo di ritorno o semplicemente poca voglia di scrivere, ma sempre più gente comunica con i messaggi vocaliIn un gruppo, se più persone utilizzano questa modalità diventa il delirio, senza contare lo sbatti di dover indossare un auricolare per non dare fastidio al prossimo. Perché parliamoci chiaro, mettersi ad ascoltare messaggi vocali in luoghi pubblici (mezzi, locali ecc.) è una giargianata pazzesca.

«Pheega non si può fare una call? (senza usare le chiamate Wapp pls)»

7_Organizzazione di improbabili reunion

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Una cena tra ex compagni di scuola o di università. Una reunion tra vecchi amici. Il tutto parte dal solito volenteroso che lancia la brillante idea, invitando gli altri ad aggiungere coloro di cui ha perso il numero. Grazie al passaparola, il gruppo raggiunge dimensioni gigantesche nel giro di poche ore. Nel caso dell’uni, il promotore dell’iniziativa finirà di fisso per non conoscere nemmeno metà degli appartenenti al gruppo e tutti vorranno diventare admin. Inutile dire che dopo un po’ di casino sulla scelta di data e location, l’iniziativa naufragherà inesorabilmente per i prossimi cinque anni.

«Se non ci siamo visti per decenni un motivo ci sarà»

6_I colleghi serpenti

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A qualcuno non basta passare un botto di tempo sul posto di lavoro. Ci vuole pure il gruppo dei colleghi per rivivere i momenti topici della splendida giornata in office anche durante le poche ore di libertà. Battute sul capo, sfottò sull’outfit di quella del terzo piano e commenti sul direttore marketing sono tutte cose che, secondo qualche bocconguru, fanno bene al teamworking. Se avete una vita oltre il badge, mollate questi sociopatici alla prima occasione utile, cioè ASAP.

«Di sera mi dovete mollare!»

5_L’organizzazione dell’addio al celibato/nubilato

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Quando c’è da organizzare un addio al celibato/nubilato, la creatività abbonda sullo schermo della chat. Piuttosto che trovarsi per un paio d’ore a definire tutte le cose è meglio dare vita ad un brainstorming continuato per mesi. Sullo schermo passano le idee più scontate, valanghe di giargiagadget e un sacco di s*****e. Tutto tempo sottratto alle fatture, lo sappiamo bene.

«Se va avanti così, questo matrimonio non s’ha da fare»

4_La school del nano

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Il gruppo dei genitori è un must. D’altronde l’educazione dei nani è fondamentale ed è giusto prendere decisioni condivise sulla scuola. In realtà questo spirito corporativo si traduce nel delirio. Aspiranti leader, broccolaggi, litigate sui compiti a casa, mozioni contro gli insegnanti, organizzazione di aperitivi… forse a volte i nani hanno più cervello di molti adulti.

«Sai che c’è? Le maestre hanno sempre ragione. Adios»

3_Il gruppo Only Ca**ate

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Alzi la mano chi non ha sul cell almeno un gruppo dedicato allo scambio di barzellette, GIF, meme e video pseudo-divertenti. Tutto molto interessante, fino a quando qualcuno con molto tempo da perdere inizia ad alimentarlo con decine di s******e al giorno. I Giga finiscono e le memorie si intasano. Nei gruppi di soli uomini dopo un po’ iniziano a circolare  cose un po’ spinte che rischiano di mischiarsi nella gallery con le foto delle vacanze.  Imbarazzo a mille non da poco mentre cercate di mostrare a vostra madre quando sono belle le spiagge di Formentera.

«Escilo dal Gruppo!»

2_La colletta per il regalo

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Il peggio dell’umanità viene fuori quando c’è da fare un regalo. Tutti hanno buoni propositi, ma poi chi materialmente si sbatte per andarlo a comprare perde parecchio tempo e rischia pure di rimetterci cash. Il gruppo WhatsApp serve ovviamente per fare una colletta e regalare qualcosa di più bello rispetto a pensieri singoli. Lo sclero è proporzionale al numero di teste pensanti o presunte tali. Tutti vogliono dire la loro per dimostrare agli altri di conoscere meglio i gusti del festeggiato, fino a quando il tacca di turno proverà a limare la quota per risparmiare. Quello è il momento….

«Grazie a tutti, ma lo faccio per i c***i miei!»

1_Il gruppo Vicolo dei Lavandai

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Tra le perversioni rese possibili da WhatsApp è  frequente l’apertura di sottogruppi dove una parte dei membri di un gruppo più grande si ritrova a sfottere ogni cosa viene scritta sull’altro. Gli eletti si autoproclamano e si sdoppiano, facendo branco a parte in una specie di privè virtuale. Quando l’organizzazione della maxi reunion va in m**da loro godono del fallimento in rendez vous ristretti. L’altra versione è quella professional: c’è un gruppo con il capo e uno senza, per parlare in libertà e normalmente criticare il suo operato (dopo aver dato prova di lecchinaggio su quello collettivo ovviamente). Far parte del gruppo ristretto è pero ad altissimo rischio sgamo. Se qualche pirla dopo quattro giri di Sbagliato scriverà sul gruppo principale qualche cattiveria, il castello di ipocrisia crollerà malamente.

Raga non sono degno!

Speriamo che aver citato un sacco di cose sbatti in un solo articolo vi sia utile per tornare agli albori e seguire l’istinto: quando WhatsApp ha rotto i c******i il vero Imbruttito abbandona il gruppo senza esitazione. «Ciaone Barlafuss».

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Guido Dandrea
Guido Dandrea

Piemontese di origine e catapultato a Milano da vari anni. Incuriosito da un sacco di cose, ma preso male per le deadlines. Imbruttito per osmosi. Scrivo per hobby.

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