Vi spieghiamo perché Il Panzerotto è lo street food preferito diMilano - Il Milanese Imbruttito

Vi spieghiamo perché Il Panzerotto è lo street food preferito diMilano

Qualche tempo fa, girando in incognito per Milano, avevamo messo a confronto i panzerotti “milanesi” di Luini con quelli  “Made in Puglia” de Il Panzerotto di Via Spontini (per i Giargiana: zona Lima-Loreto). Forse ricorderete che la lotta tra “titani” si era conclusa con un pareggio su livelli altissimi di TAAC! Imbruttiti. I vostri commenti su Facebook avevano poi sancito un plebiscito per la Puglia AMilano, senza se e senza ma. Di fronte a cotanto successo siamo quindi tornati in via Spontini a “volto scoperto” per una chiacchierata con Mariella e Giuseppe D’Alessio, i due giovani  e simpatici titolari de Il Panzerotto. Loro ci hanno raccontato alcune chicche e curiosità sui panzerotti che abbiamo voluto riportare in questo articolo dedicato a tutti gli amanti dello street food.

7_Il Panzerotto ha origini “povere” (ma non è una poverata!)

Un tempo, nelle case pugliesi la pasta per i panzerotti si ricavava da quella avanzata per fare il pane casereccio. Si metteva tutto a friggere ad altissima temperatura e non si buttava via nulla. A Bari il panzerotto più famoso è quello “Di Cosimo”, punto di riferimento per tutta la città. Anche se molti dicono non sia più quello di una volta. Vabbeh, intanto noi siamo AMilano, no!?

6_”U Panzerott a va Jess Bollend” (aprite il video per capire)

Dai che si capisce, il panzerotto deve essere appena fritto e bollente per arrivare al TOP! Se lo lasci riposare è sempre buono, ma è un’altra cosa. Ora che lo sapete, non accontentatevi di quelli che vedete in vetrina: a costo di rischiare l’ustione, pretendete quello espresso. Croccante e fumante, non è un semplice panzerotto, ma Il Panzerotto.

5_La ricetta originale e le varianti

Il panzerotto è tradizione, ma anche innovazione. La ricetta originale prevede pomodoro e mozzarella (che nel caso di specie arriva fresca fresca da Gioia del Colle). Poi si possono trovare millemila varianti adatte a tutti i gusti: per i palati più delicati si consigliano i panzerotti gourmet (crema di tartufo e funghi porcini oppure pistacchi di Bronte, stracciatella e grana). Per gli amanti dell’estremo “salame piccante e ricotta forte” o ancor di più alla “Nduja” calabrese. Se uno vuole essere fusion ci può mettere dentro pure lo zola. Oppure spararsene uno alla Nutella se ha bisogno di dolcezza.

4_Aqquan Mang U Panzerott ta da Jong (quando mangi il Panzerotto ti devi macchiare)

Se il rischio macchia non è a mille, allora non è un vero Panzerotto espresso. In via Spontini hanno visto di tutto: un cliente “disperato” addirittura si è affidato alla cannuccia pur di evitare la macula. La posizione corretta ce la spiegano i fratelli D’Alessio: protendere le mani in avanti con presa ferma sull’incarto rinforzato con tovagliolo, incurvarsi leggermente, dare un primo morso leggero per fare uscire il vapore bollente e, dopo qualche istante di raffreddamento, godersi il ripieno. Mal che vada il pavimento o l’asfalto si lavano più facilmente dei jeans. Che dire? Grazie a questo consiglio di chi ne sa, ora non ci sono più scuse!

3_La Mort du Panzerott Je La Birr (il Panzerotto si abbina con la birra)

In tema di beveraggio Il panzerotto va a nozze con la birretta. Bella ghiacciata o meglio “sudata”. Sì, ma quale birra!? Qui si apre un dibattito secolare: a Bari si beve solo e soltanto Peroni, ma se si scende a Taranto c’è la Raffo, la birra dei due mari. Non ditelo ai puristi, ma qui aMilano va bene anche farsi una Menabrea, birra di origini biellesi molto apprezzata in terra meneghina.

2_Il Panzerotto si mangia in compagnia

La convivialità fa parte del ripieno, ci fa capire Mariella. Sia in tema di aperitivo (con focacce e altri prodotti made in Puglia) oppure, quando le giornate lo consentiranno, per una chiacchiera in strada dopo una giornata a fatturare, magari pure con un po’ di musica. Con gli amici e una birretta si gusta meglio, altro che l’apericena!

1_Il Panzerotto è un business adatto all’esportazione

Come potete vedere nel video girato proprio aMilano da un tizio che viene definito il “Piero Angela giapponese”, il prodotto panzerotto può essere apprezzato non solo dal sud al nord dell’Italia, ma ovunque nel mondo. Il format è infatti adattissimo alle nuove tendenze street delle grandi metropoli. Mentre, durante una chiacchera in Buenos Aires, pensavamo di ragionare sui massimi sistemi del business con ottimismo sognante, Giuseppe ci stupisce affermando che loro ci hanno già pensato, e a breve verrà aperto un punto vendita Il Panzerotto a Shibuya, quartiere simbolo di Tokyo. “Abbiamo partecipato ad una gara e abbiamo vinto aggiundicandoci gli spazi“. Forse non ci sarà budget per andare all’inaugurazione, ma chissà che prima o poi, un panzerottino made in Japan ci possa scappare. Mai dire Panzerotto. TAAC!!

Mentre il business si estende nel Sol Levante, prima di salutarci, i ragazzi ci dicono che vorrebbero anche lanciarsi alla conquista diMilano e chiedono a voi un suggerimento. In quale zona della città vi piacerebbe mettere in pratica i loro consigli?

Articolo scritto in collaborazione con Il Panzerotto

Guido Dandrea
Guido Dandrea

Piemontese di origine e catapultato a Milano da vari anni. Incuriosito da un sacco di cose, ma preso male per le deadlines. Imbruttito per osmosi. Scrivo per hobby.

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