Il curriculum aMilano è una cosa seria: i 10 comandamenti per avere qualche chance in più - Il Milanese Imbruttito

Il curriculum aMilano è una cosa seria: i 10 comandamenti per avere qualche chance in più

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Anno nuovo vita nuova, e – perché no – magari anche lavoro nuovo. AMilano non si dorme a l’umid, cioè sugli allori, e si ha un minimo lungimiranza, doti da pr navigati e una rete sociale abbastanza folta, le opportunità certamente non mancano. Dato che però – soprattutto all’ombra della Madunina – spesso non si ha una seconda occasione per dare la prima impressione, ci sono delle cose che non vanno assolutamente scritte sul curriculum per non sputtanarsi già in partenza e dichiarare la partita persa ancor prima che venga giocata. Se volete evitare scivoloni, ecco qualche dritta (o, meglio, qualche comprovata verità) per la stesura di un CV decente.

10_Non dite ca**ate


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Chi revisiona i curriculum riesce in poche mosse a scoprire se quello che avete dichiarato è vero o falso. Sembra banale, ma occorre sottolinearlo nuovamente: meglio raccontare in poche righe le esperienze reali, piuttosto che sparare str***ate con la speranza di colpire il Responsabile delle Risorse Umane. Se pensate di avere tanta fantasia repressa, sfogatevi scrivendo un libro… tanto ormai in Italia ci sono più scrittori che lettori.

9_Età


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Anche se avete l’età di Matusalemme, segnarla è d’obbligo. Non mentite, perché tanto poi vi sgamano e fare la figura da cioccolataio va bene giusto se il curriculum lo consegnate alla Lindt. Certo potrebbero fare un paio di conti e capire che avete preso una laurea breve in quindici anni, ma voi comunque ci dovevate pensare prima. Se ormai la frittata è fatta, tentate di salvarvi in calcio d’angolo mettendo in evidenza l’esperienza lavorativa accumulata (valgono anche gli anni in cui distribuivate gli inviti per andare a ballare gratis il pomeriggio, perché è lì che avete sviluppato le vostre doti da pr).

8_Predisposizione al lavoro di gruppo


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Battute maliziose a sfondo soft-porno-erotico a parte, qua si parla di lavoro in team, team significa con altre persone e magari le vostre doti umane non sono esattamente sviluppatissime. Iniziate a prendere in considerazione di concentrarvi un po’ di più sulla vostra personale empatia e a specificare questa voce, perché sempre più di frequente quasi tutti gli impieghi richiedono un lavoro di squadra. Quindi mettetevi il cuore in pace, e stampatevi un bel sorriso in faccia… servirà, statene certi.

7_Uso di Microsoft Word


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Informazione di servizio: è passato di moda da un pezzo. Se pensate di fare i fighi menzionando il pacchetto Office siete un po’ fuori strada, quasi anacronistici. Il programma inventato da Bill Gates oggi è talmente diffuso che lo conoscono anche i miei nonni ultra-ottantenni. Quindi non sottolineate che lo sapete usare, ma mettete in risalto le vostre competenze in altri programmi (se le avete), altrimenti sorvolate che è sempre la cosa migliore. Nel frattempo, imparare l’utilizzo di un programma gestionale non vi farebbe certo male.

 6_Volenterosi e laboriosi


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Sì, perché se non avevate voglia di fare un ca**o dalla mattina alla sera lo avreste scritto? Una delle voci più diffuse e più inutili presenti nei CV. Inspiegabilmente tutti si sentono in dovere di specificarlo, ma in realtà è solo un modo come un altro per riempire il foglio. Meglio se iniziate a spremere le meningi cercando qualcosa di più convincente, perché aMilano non sono tollerati i barlafüs.

5_Progetti vari


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Se non avete voglia di scrivere che tipo di esperienze extra-lavorative avete avuto, non buttatela lì scrivendo un generico “progetti vari“. “Faccio cose vedo gente…” andava bene giusto per il film di Nanni Moretti, quindi impegnatevi una minima e tirate fuori qualcosa di concreto da inserire. Altrimenti potete solo dimostrare di essere superficiale ed anche un po’ pirla.

4_Altamente qualificato


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Il fenomeno. Il Capo Imbruttito sta già esclamando:“L’è rivà lu”. Sì, perché sono tutti lì ad aspettare voi con la vostre “alte qualifiche“. Se c’è un modo poco elegante ed esageratemente supponente di presentarsi, è proprio questo: meglio che scendete dal piedistallo, perché il vostro curriculum vitae sta già prendendo la via del cestino. Taaaaccc canestro!

3_Meno “Io” e “Mio”


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Dosate la prima persona, e alternatela di tanto in tanto con uno stile impersonale. Certo che se anche voi parlate in terza persona come il Mago Otelma, vi risulterà tutto più semplice. Per presentare propensioni e aspirazioni, usate la lettera di presentazione (che non deve mancare mai di fianco al CV). Poi chi vi esaminerà vi potrà conoscere e sentirvi parlare al momento del colloquio, ma quello è già il secondo step.

2_Straordinario e incredibile 


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Pensate di essere eccezionali in un campo o un’attività? Allora eliminate questo aggettivo. Il motivo è molto semplice: ciò che per voi è fantastico, agli occhi di molti potrebbe risultare una ca**ata. Di straordinario ci sono solo le ore extralavorative che vi toccherà fare, sempre che veniate assunti.

1_Flessibilità


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Ottimo essere flessibili, ma quando sarete già al lavoro. Se lo specificate prima, per iscritto, risulta un atteggiamento un po’ spocchioso, oltre che – spesso – poco credibile (della serie “Sì vabbeh, tanto lo sottolineano tutti”). Dimostrate con i fatti (o citando le esperienze pregresse) la vostra flessibilità e capacità di adattamento, perché con quelle non si sbaglia mai. Per i Giargiana che fanno andare più la bocca che le mani, la porta d’uscita è là avanti, sempre dritto…

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Gabriele Macchiarella
Gabriele Macchiarella

Amo Milano, le sue vie, i suoi molteplici volti e le sue storie. Imbruttito dal primo vagito.

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