Tutto quello che avreste voluto fare durante il ponte* (*ma che ovviamente non avete portato a termine) - Il Milanese Imbruttito

Tutto quello che avreste voluto fare durante il ponte* (*ma che ovviamente non avete portato a termine)

Non crediate di essere soli, non solo non lo siete ma avete tutta la nostra solidarietà: uscire dall’office ad orari indicibili, cercare di gestire le attività extralavorative in quel poco tempo che resta e letteralmente annaspare per tutto il resto.

Ecco che quindi, quando vi si sarà parato davanti un mega-ponte come quello di Sant’Ambroeus di quest’anno, avrete senz’altro fatto come John Belushi ne “I Blues Brothers” quando ha visto la luce.

Cinque giorni, cinque giorni a casa dall’office. Un’eternità, un capitale di tempo senza prezzo, che avete adocchiato, annusato e pregustato già da settembre al rientro dalle ferie e che avete sicuramente da mesi già programmato con mille cose da fare: sistemare quell’armadio che proprio implora vendetta, magari spararvi un tour de force di tutti i regali di Natale così siete a posto, l’albero (ovviamente), un po’ di relazioni sociali che in quest’autunno avete trascurato, qualche gita fuori porta, qualche lavoretto da seguire. Insomma, si sa che in quanto a programmazione, non ci batte nessuno.

Questa, la teoria.

Ma la pratica…

7 Dicembre

Vi siete svegliati (tardi) con quella bellissima sensazione di un’eternità di tempo libero davanti a voi. Già con il planning in testa e lo scatolone dell’albero con tutto l’armamentario di palline pronto per la degna collocazione. Bravi. Alla terza pallina vi siete già smaronati, chiedendo aiuto a Michael Bublè e Bing Crosby con le canzoni di Natale per farvi entrare nel mood. Alla fine dell’impresa eroica, sfatti, vi sedete sul divano (“riposo 5 minuti, me lo sono meritato”) e beccate un film fighissimo che non vedevate da 15 anni. Dai, ci voleva proprio. Dopodichè scatta l’abbiocco, interrotto solo dalla telefonata: “Uè, cosa fai aMilano? Non vieni a Courma? Guarda che c’è una pista da favola, con neve sparata ma si scia da Dio, fa’ minga el pirla, ti aspettiamo!”

Mah, quasi quasi. In fondo ho ancora 4 giorni.

8 Dicembre

Ma sì, andiamoci a Courma. Magari rientrerete prima per evitare il trafficone di tutti i Giargiana della domenica sera. Una telefonata alla sciura gentile che vi accende il riscaldamento (o se avete il comando remoto col telefonino basta un tasto), preparazione dei bagagli, dire al nano “dai, che andiamo in montagna!” e rincorrerlo per la casa per le due ore successive perché la notizia lo ha mandato un po’ su di giri (“Pheeega, ci vuole più tempo a preparare i bagagli che ad andare!”). Poi si parte. Ovviamente con tappa pranzo lungo la strada perché “se mi devo fermare anche a casa a cucinare, parto stasera” e arrivo, inspiegabilmente, già quando è buio. Vabbè, per oggi niente piste, poi il discorso armadio aMilano lo affronterò, per i regali… magari faccio un salto a Courma in qualche posto carino, poi vediamo.

… In fondo ho ancora 3 giorni.

9 Dicembre

“Siamo venuti qui apposta, vuoi non fare qualche discesa?”

Giornata sulla neve, quindi. Pranzo al Le Vieux Grenier che è un po’ un classico, si sa. Poi fa buio presto, ci si ritrova con i soliti amici che non mancano mai e ci si fa l’aperitivo mentre si decide dove andare a cenare. Arrivati a casa però, il nano vi inchioda con un “Ma qui non lo facciamo l’albero? Se non lo facciamo, come farà Babbo Natale a capire che deve fermarsi anche da noi?”. Occhi da Gatto con gli Stivali di Shrek e inevitabile telefonata agli amici per chiedere se va bene anche un dopocena a casa vostra, poi giù ad attaccar palline per la seconda volta. Che sbatti. Lo shopping a questo punto slitta a domani… tanto si fa in tempo, visto che mancheranno ancora 2 giorni.

10 Dicembre


Credit immagine

La sensazione al risveglio non è delle migliori e il calendario nella vostra testa comincia a farvi sentire un po’ quel minimo di ansia da rientro, perché in fondo ormai è già sabato. Il proposito di scendere aMilano in giornata sfuma all’istante, e dopo aver fatto ancora qualche discesa, si va a fare la vaschetta di rito in Via Roma per un po’ di shopping. Imprevisto: il nano è con voi, quindi non potete comprare niente di destinato a chicchessia che lui possa rivedere sotto l’albero insospettendosi, stesso discorso per la vostra metà che magari non aspetta Babbo Natale, ma vuole ugualmente la sorpresa… lo shopping natalizio, si sa, va fatto in solitudine alla Gatto Silvestro, sperando di non incontrare i soliti giornalisti scassamaroni tirocinanti del tg (perché solo ai tirocinanti fanno fare i servizi dello shopping natalizio e dei saldi) che chiedono cosa avete comprato (“E lo vengo a dire in televisione bruciandomi la sorpresa? Ma sparisci!”).

Vabbè, per ‘sto shopping aspetterò appena ho un attimo di privacy, tanto ho ancora un giorno…

11 Dicembre

Non ci si può credere. Il pontone è già finito. Domani office! Con quell’orrenda sensazione di non aver combinato un tubo risistemate le valigie, date un’occhiata nostalgica a quell’albero montanaro, sospirate mentalmente l’ennesimo “Se vinco al Superenalotto mi trasferisco 6 mesi qui e 6 mesi aMilano, oppure faccio un biglietto aereo open e mi giro il mondo, oppure…” (vi lasciamo qui un paio di minuti per piangere in silenzio, di nascosto) e cercate l’orario più tattico per il rientro. Tornando a casa ritrovate l’albero addobbato con l’aiuto di Bing Crosby e vi consolate arrampicandovi sugli specchi: “Oeh, non è vero che non ho fatto niente: ho fatto ben due alberi di Natale, ho sciato, ho visto un po’ di amici….”. L’armadio da sistemare e lo shopping prenatalizio possono ancora aspettare, così come quelle gite fuori porta, che tanto fa freddo ed è meglio andare in primavera.

È vero, andrete in office, uscirete ad orari indicibili e avrete zero tempo per tutto, ma… in fondo mancheranno ancora TREDICI giorni al Natale e poi, se c’è qualche ostacolo in più, voi vi sentite più stimolati, no?

Claudia Franchini
Claudia Franchini

Milanese di nascita e di Milano innamorata, impiegata nella moda ma non modaiola, una laurea "seria" perché dicono che può sempre servire, pianista per me e scrittrice per (spero) qualcuno di più.

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