Loreto diventa NoLo: tutto quello che c'è da sapere sul nuovo quartiere in stile newyorchese aMilano - Il Milanese Imbruttito

Loreto diventa NoLo: tutto quello che c’è da sapere sul nuovo quartiere in stile newyorchese aMilano

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Se fosse una canzone di Celentano, suonerebbe più o meno così: “Là dove c’era il Trotter ora c’è una (nuova) città”. Eh sì, perchè dopo la rinascita del quartiere Isola e di Porta Nuova, il fermento culturale e sociale si starebbe spostando proprio a nord di Loreto.

L’intellighenzia hipster – protagonista di questa rinascita culturale – non ha perso tempo per soprannominare l’aerea “North of Loreto” o NoLo. Dopo gli operai e gli immigrati, stanno arrivando in questa zona i Creativi: si aggirano con lunghe barbe curate, risvolti alle caviglie, calzettoni colorati, e qui aprono barber shop, gallerie (come Fantaspazio) e spazi di coworking (come TalentGarden).


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Non si tratta solo di lavoro, ma di una vera e propria migrazione spinta dal mercato immobiliare: in questa zona gli affitti costano circa il 21% in meno rispetto alle altre zone della città, e attirano giovani squattrinati, studenti, artisti e lavoratori precari. In fondo, al di là della nomea di quartiere malfamato, non manca proprio nulla: ci sono bar, cinema, ristoranti, mezzi di trasporto e tutti i servizi indispensabili alla sopravvivenza, come le pizzerie con consegna a domicilio.

Per lasciarsi alle spalle il mito di quartiere problematico legato alla via principale della zona, via Padova appunto, si è cercato un nome che abbracci un’area più ampia e variegata, come variegate sono le possibilità che questa zona offre. NoLo è una realtà che già esiste ed è alla portata di tutti i milanesi. A testimonianza di quello che vi stiamo dicendo, c’è anche un organo “ufficiale” di quartiere: la pagina facebook Yolo in NoLo, ossia “You only live once in North of Loreto“, che pur non avendo ancora moltissimi seguaci – speriamo che aumentino presto – tuttavia contribuisce a creare hype riguardo al tema. (Infatti, neanche a dirlo, si è scelto il titolo di una canzone degli Strokes come nome). Yolo in NoLo raccogliere tutti gli eventi e le inziative, e può, a ragione, essere definito il manifesto-organo ufficiale di zona.


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Chi in questo quartiere ci lavora da anni, è preoccupato del possibile processo di gentrificazione. In parole povere? La paura è che un’aerea genuina, operaia, primordiale e multietnica come questa, si possa trasformare, in seguito alla migrazione della classe medio-borghese, nel nuovo quartiere fighettino, facendo perdere alla zona quell’aura di misticismo pseudo pasoliniano da sottoproletariato urbano che tanto piace a chi ha cominciato a investire qui sull’onda dell’entusiasmo crescente.

Siamo nel pieno della trasformazione e, come accade in tutte le metamorfosi, nessuno sa ancora se dal bozzolo uscirà una splendida farfalla. Il consiglio che possiamo darvi è quello di farvi un bel giro in zona per dare un’occhiata e vedere come evolve la situazione. Sicuramente c’è fermento, e vale la pena non perdersi le molte iniziative che nei prossimi mesi si presenteranno… E poi non dite che non ve lo avevamo detto.

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Daniele Biaggi
Daniele Biaggi

Innamorato di Milano, quindi imbruttito per vocazione. Sogno un futuro bohèmien ma vivo una tormentata adolescenza tardiva. Perciò scrivo.

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