I 5 dj Imbruttiti che puoi trovare aMilano - Il Milanese Imbruttito

I 5 dj Imbruttiti che puoi trovare aMilano

Ormai è più facile trovare un dj che un non dj. L’avvento del digitale ha permesso a chiunque disponga di un Mac e un po’ di budget di poter mettere a tempo la musica, creare un “percorso sonoro” e perdersi in un numero abbastanza indefinito di effetti, loop, campionamenti etc. etc.

Ma se tutti sono dj, chi sono i veri dj Imbruttiti?

L’Old School

1

L’old school snobba qualsiasi forma di strumento digitale o simil-digitale sul mercato e di conseguenza chi ne fa uso. La sua storia inizia della realtà techno Detroit e Chicago degli anni 80, anche se di fatto è nato aMilano. La sua è una categorizzazione bi-dimensionale della realtà: chi sa suonare con i Vinili e chi no. In realtà snobba anche quelli che “siccome adesso è tornato di moda il vinile si comprano i dischi a Londra o nei mercatini Vintage ma in realtà non sanno neanche che cazzo stanno facendo.” È strettamente legato all’analogico, crede nella pulizia/sporcatura del suono, si sputtana una quantità indefinita di soldi sui siti di vinili, è stato da Hard wax a Berlino svariate volte, ti guarda male se non sai “che cos’è una 909” e ti guarda altrettanto male se alla domanda “cosa suoni?” riceve “Serato” come risposta.

Il primo della lista

2

Per il “primo della lista” non è importante ne il supporto, ne il genere, ne il contenuto della serata: quello che conta è suonare nello slot migliore in consolle! È uno di quelli che ti pressa con le cuffie in mano mentre stai finendo il tuo set, è quello che inizia ad attaccate i suoi computer mentre stai facendo l’ultimo cambio ed è quello che te la mena se non l’hai messo al primo post della line-up dell’evento.
Iper competitivo, cova rancore nei confronti di quasi tutti gli altri dj in consolle, elastico nella selezione musicale e nell’utilizzo di chiavette usb-Cdj-giradischi-Computer. Il primo della lista spesso registra i suoi set ed ha un canale Soundcloud più aggiornato di Richie Hawtin.

La star

3

La star cura più il suo profilo Facebook ufficiale che la sua musica, nonostante non se lo inculi nessuno. È convinto di essere una celebrità locale, quando in realtà si è circondato da una serie di “yes man” che lo gasano in continuazione/lo tirano in mezzo.
Ama fare brevi video delle sue serate, commentandoli con “Ecco quello che è successo ieri” e # tipo: #nowords #lastnight #amazing #record.
Ha imparato a suonare con i Dischi, ora è potenzialmente un socio di maggioranza della Native Instruments. È convinto che Martinn Garrix “alla fine sia uno forte perché fa ballare un sacco di gente” ma in realtà ascolta anche Hip-Hop perché adesso è COOL. Cura molto il suo look, in linea con la clientela che frequenta le sue serate e appena può si tagga ai Festival che di recente ha iniziato a frequentare.

Il Berlinese-amarcord

4

In tattoo we trust, rigorosamente old school. Così come nel total balck, nella barba, nel taglio fashion e nella techno Minimal paranoica. Per il Berlinese esiste solo una cosa: Berlino e la Germania in generale. In tutte le sue forme e contenuti. Ormai la grande ondata di Berlino sta passando ma il Berlinese, in quanto amarcord, difficilmente rinnega le sue origini (nonostante, ricordiamo, sia nato e cresciuto aMilano). È preso male di default, difficilmente sorride (se non i stato di alterazione chimica), non ama il dialogo in conoslle e MAI e poi mai metterà un disco che il “il babboditurno ti viene a chiedere con l’iPhone in mano”. Il suo sound è monotematico, ripetitivo e sincronizzato quasi sempre tra i 120 e 130 BPM. Il suo set preferito: 8 ore di Marcel Dettmann b2b Ben Klock.

Il dj 3.0

5

Il dj 3.0 spesso non è cosciente del suo status e per questo è comunque felice dopo aver speso 3-4k € per la sua “consolle”. “L’importante non è la tecnica ma la selezione musicale, creare il sound giusto per ogni evenienza”. È partito dal controller base Z1 per poi evolversi nello Z2 ed elevarsi a potenza con lo Scratch A10. Chiaramente non poteva resistere al fascino della Flight case brandizzata e all’utilità dei supporti per i controller, sempre brandizzati. Morale: per andare a suonare ad una serata ha bisogno di un Ducato.
Non contento, ha anche frequentato un corso per dj, non si sa mai nella vita!
Ha comprato i biglietti sia dell’Ultra Festival che del Burning Man (visto che quest’anno ha tanti partecipanti su Facebook), “però un salto al Sonar per capire meglio la situazione ci sta!”

Un saluto agli amici di Top Dj e in bocca al lupo per la finale di domani sera!

POTREBBERO PIACERTI ANCHE